
Gentili Soci,
la crescente diffusione del lavoro agile e degli strumenti di comunicazione digitale rende sempre più difficile distinguere il tempo di lavoro da quello dedicato alla vita privata. E-mail, telefonate e messaggi inviati fuori dall’orario di lavoro, durante le ferie o nei periodi di riposo possono, infatti, determinare rilevanti conseguenze sotto il profilo giuslavoristico.
Il tema del diritto alla disconnessione è oggi al centro dell’attenzione delle istituzioni europee e nazionali. Sebbene nel nostro ordinamento non esista ancora una disciplina organica, la normativa sul lavoro agile (Legge n. 81/2017) richiede già che siano garantiti i tempi di riposo previsti dal D. Lgs. n. 66/2003 e che gli accordi di smart working individuino adeguate modalità per assicurare la disconnessione del lavoratore.
A ciò si aggiunge il generale obbligo del datore di lavoro di tutelare la salute e la sicurezza dei dipendenti ai sensi dell’art. 2087 del Codice Civile.
In questo contesto, le imprese che non disciplinano in modo chiaro le comunicazioni fuori dall’orario di lavoro possono esporsi a richieste di pagamento di lavoro straordinario, contestazioni per violazione dei periodi di riposo, richieste risarcitorie per stress lavoro-correlato e, nei casi più gravi, a sanzioni in sede ispettiva.
Per questo motivo è opportuno che anche le piccole e medie imprese adottino semplici misure organizzative, quali:
Il lavoro agile rappresenta oggi una leva importante per migliorare l’organizzazione aziendale e attrarre professionalità qualificate. Affinché tale opportunità non si trasformi in un fattore di rischio, è però fondamentale accompagnarla con regole chiare e condivise, capaci di garantire un corretto equilibrio tra esigenze produttive e tutela dei lavoratori.
Per ogni approfondimento gli Uffici di ANCE Ragusa restano a disposizione delle Imprese Associate.
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